Percorrere "la via dell'artista" di Julia Cameron -  il principio

Questo post non contiene anticipazioni sul libro!

  

 

Quando ho scoperto dell'esistenza di questo libro orami da tempo avevo chiuso con l'arte, per me c'era stato un momento nel quale era troppo frustrante continuare, senza tempo, senza soddisfazione, vedevo gli altri crescere e io soffocare nei miei disegni che non erano ciò che volevo, ma figli di un'agonia. Ho cancellato l'arte della mia vita, ho smesso di disegnare, di leggere, di cucinare dolci, ho smesso di ascoltare musica. Ero in lutto.

 

Se non potevo farlo perfetto non volevo più farlo. 

 

Stavo bene, anche se può sembrare assurdo dall'esterno, devo essere onesta: stavo bene!

Ho vissuto da sola il mio lutto, con mio marito che mi guardava con gli occhi sgranati mettere via il mio sogno e stare in pace. Mi guardava e forse non capiva come si può mollare tutto da un giorno all'altro, mettere via i materiali, cancellare il passato, buttare tutte le vecchie opere. Mi ricorderò per sempre quando mi ha guardata e mi ha chiesto se ero davvero sicura, ricordo anche che mi ha abbracciata forte. Lui i suoi sogni li controlla sempre vigilmente e li realizza, quindi forse semplicemente sapeva a cosa stavo rinunciando definitivamente.

Ho continuano in silenzio la mia astinenza e mi sono sentita libera, libera dal dovere, libera dalla corsa alla perfezione. Libera e felice senza neanche un grammo di arte nella mia vita.

 

Io avevo bisogno di farla morire dentro di me, l'arte,

per amarla dal principio,

ingenua, divertente, semplice e spontanea. 

Pura e fluida come l'arte sà essere, se prendiamo la parte migliore di Lei.

 

Una mattina mentre tornavo a casa da una pesantissima giornata di lavoro ho pensato che mi sarebbe piaciuto imparare alcune cose, sulle quali mi sentivo artisticamente immatura. Quel giorno aprendo Facebook mi è arrivata davanti come prima cosa la locandina dei workshop della Scuola di illustrazione di Scandicci. Se l'Universo ti manda un segno puoi scegliere se ignorarlo o accolglierlo, così all'alba dei miei trent'anni sono tornata a scuola.

 

Ho scelto un corso di anatomia, bellissimo e mi si è aperto il cuore quando l'insegnante a fine corso mi ha detto "Per essere una che non ha mai disegnato hai un bel segno". Ho riso tantissimo, rido ancora. Non gli ho detto che avevo alle spalle una vita di studi d'arte, se decidi di ripartire da zero lo fai e in quel momento ho capito che ero pronta a rinascere.

Ripartire da zero vuol dire non avere aspettative, vuol dire vivere.

 

 

 

Quando ho cominciato la via dell'artista ero così:

Madre di due figli, felicemente sposata, una vita felice, stabile e giocosa e io una bambina che aveva voglia di imparare a disegnare.

 

 

 22.03.2017 Serena Capello

 

 


Scrivi commento

Commenti: 0